Lo sviluppo economico ha intensificato le attività agricole e industriali, che hanno portato a livelli preoccupanti di inquinamento, alcuni dei quali difficili o impossibili da invertire. Tra le fonti di inquinamento ambientale vi sono i metalli pesanti, minerali difficili da degradare. Questi metalli si accumulano negli organismi e vengono trasferiti da un organismo all'altro attraverso la catena alimentare. L'accumulo di metalli pesanti nel suolo può essere risolto utilizzando piante fitoestrattrici, ovvero piante in grado di estrarre il metallo dal suolo e, in alcuni casi, di degradarlo attraverso il metabolismo. La Candeia (Eremanthus incanus (Less) Less) è una specie di savana rocciosa, che si trova normalmente in terreni sabbiosi e poveri di sostanze nutritive. Le sue radici sono lunghe, sottili e numerose, inoltre la pianta presenta una rapida crescita e uno sviluppo iniziale. Ciò giustifica l'uso della Candeia come pianta fitorimediante e piantagioni a fini di ripristino ambientale. Pertanto, l'obiettivo di questo lavoro era valutare la crescita iniziale delle piantine di Candeia in un terreno contaminato dal rame.