"Il Dio dei viventi" di Grazia Deledda è un romanzo pubblicato nel 1922 che esplora temi di fede, moralità e la complessità delle relazioni umane. La narrazione si sviluppa in un contesto rurale, tipico delle opere di Deledda, dove la natura e il paesaggio sardo giocano un ruolo fondamentale nel riflettere gli stati d'animo dei personaggi. La storia segue le vicende di una comunità alle prese con dilemmi morali e spirituali, mettendo in luce le lotte interiori dei protagonisti mentre cercano di conciliare le loro credenze religiose con le sfide quotidiane. Deledda, con la sua prosa evocativa, riesce a catturare l'essenza della vita umana, esplorando la tensione tra il divino e il terreno. Il romanzo è suddiviso in numerose parti, ognuna delle quali approfondisce un aspetto diverso della vita dei personaggi, offrendo una visione sfaccettata della loro esistenza. Attraverso dialoghi intensi e descrizioni dettagliate, l'autrice invita il lettore a riflettere sulla propria spiritualità e sul significato della fede in un mondo in continua evoluzione.