La prima volta è stato un errore. O almeno, questo è ciò che lui dice.
Elena è una donna di orari. Si sveglia alle sette e quattordici, fa il caffè, guarda il
cortile. Una vita precisa, misurata, sicura. Finché qualcuno non sposta una tazza.
Poi una fotografia. Poi un paio di mutande piegate sul cuscino del divano. Poi uno
zerbino in corridoio.
Qualcuno entra in casa sua. Qualcuno che sa come vive, a che ora si sveglia, dove
tiene le cose. Qualcuno che non vuole rubare. Vuole far sapere che è stato lì.
Lui la guarda dalla finestra di fronte. La distanza tra loro è una strada. La distanza
giusta per essere visto. La distanza sbagliata per essere liberi.
Un romanzo psicologico noir sulla geometria della paura - lo spazio tra
l'osservatore e l'osservata, il punto esatto in cui l'attenzione diventa ossessione e
l'ossessione diventa qualcosa di peggio. Qualcosa che non ha nome.
Per chi ha mai guardato fuori da una finestra e ha sentito che qualcuno guardava
dentro